La risposta breve
Ci sono sette placche tettoniche principali, una dozzina circa di placche minori con un nome comunemente usato e un lungo elenco di microplacche. Il totale esatto dipende dal modello che si usa. Il modello PB2002, pubblicato dal geofisico Peter Bird nel 2003 e usato per tutte le mappe di questo sito, conta 52 placche.
Raggruppate per dimensione su questo sito, 7 placche sono principali, 13 minori (oltre 1 milione di km² ciascuna) e 32 sono microplacche. L’articolo di Bird le divide invece in 14 placche grandi e 38 piccole. Le 7 placche principali coprono circa l’81% della superficie terrestre, le placche minori circa il 17% e le 32 microplacche, tutte insieme, solo il 2% circa.
Le 7 placche principali, per superficie
Le superfici che seguono derivano dai contorni delle placche del PB2002 e comprendono sia le terre emerse sia il fondale marino.
- Placca pacifica: circa 104,6 milioni di km², il 20,5% della superficie terrestre. È quasi tutta fondale oceanico ed è grande quasi il doppio della seconda placca per estensione.
- Placca africana: circa 58,5 milioni di km², l’11,5%. Il PB2002 conta a parte la porzione orientale dell’Africa come placca somala.
- Placca antartica: circa 58,2 milioni di km², l’11,4%. Porta l’Antartide ed è quasi interamente circondata da dorsali in espansione e faglie trasformi.
- Placca nordamericana: circa 55,4 milioni di km², il 10,9%. Si estende dalla dorsale medio-atlantica alla Siberia orientale.
- Placca euroasiatica: circa 48,6 milioni di km², il 9,5%. Porta l’Europa e gran parte dell’Asia.
- Placca australiana: circa 46,0 milioni di km², il 9,0%. Molti libri di testo la uniscono alla placca indiana nella placca indo-australiana.
- Placca sudamericana: circa 41,8 milioni di km², l’8,2%. Porta il Sud America e la metà occidentale dell’Atlantico meridionale.
Le principali placche minori
Le 13 placche minori del PB2002 vanno da circa 19 milioni di km² a circa 1,5 milioni di km². In ordine di superficie sono la placca somala, di Nazca, indiana, della Sonda, filippina, dell’Amur, araba, di Okhotsk, caraibica, di Cocos, dello Yangtze, di Scotia e delle Caroline.
La placca somala è la più grande, con circa 19,2 milioni di km², seguita dalla placca di Nazca con circa 16,1 milioni di km². Diverse placche minori sono ben definite perché hanno margini netti su tutti i lati: la placca di Nazca e quella di Cocos, per esempio, sono delimitate da dorsali in espansione e da fosse. Altre, tra cui la placca di Okhotsk, dell’Amur, dello Yangtze, della Sonda e la placca somala, sono ancora discusse, perché alcune parti dei loro bordi sono lente o diffuse.
Le 32 microplacche
Le restanti placche delle 52 del PB2002 sono microplacche, ciascuna più piccola di circa 1 milione di km². Le più grandi sono la placca delle Ande settentrionali, la placca dell’Altiplano e la placca del Mare di Banda. La più piccola è la placca di Manus, nel Mare di Bismarck, con circa 8200 km², seguita dalla placca delle Galápagos con circa 14.600 km².
Le microplacche si concentrano dove i margini di placca sono complessi. Più di una dozzina si trova nel Pacifico sud-occidentale e nell’Indonesia orientale, tra la placca pacifica e quella australiana che convergono. Altre segnano i punti d’incontro di dorsali in espansione, come la placca di Pasqua e la placca di Juan Fernández sulla dorsale del Pacifico orientale, oppure sono blocchi spinti lateralmente dalle collisioni, come la placca anatolica in Turchia.
Perché i conteggi delle placche variano
Microplacche
Una microplacca conta come placca solo se il suo moto si distingue da quello delle placche vicine. Man mano che le reti GPS e i rilievi dei fondali migliorano, i ricercatori riescono a distinguere blocchi sempre più piccoli e il conteggio sale. Un modello costruito per una visione d’insieme globale può tralasciarli.
Margini diffusi
Nei continenti e in alcuni bacini oceanici la deformazione si distribuisce su ampie zone invece che lungo una sola linea. Nel PB2002 Bird ha indicato le più grandi di queste zone come orogeni, regioni in cui il quadro a 52 placche è una semplificazione. Tracciare una sola placca o più placche all’interno di una zona del genere è una scelta di giudizio.
La questione indo-australiana
L’esempio più noto è quello della placca indiana e della placca australiana. Per molto tempo sono state considerate un’unica placca indo-australiana. I dati sul moto delle placche hanno poi mostrato che ruotano leggermente l’una rispetto all’altra, con un margine distribuito su un’ampia parte dell’Oceano Indiano centrale. Il PB2002 le separa, ed è per questo che elenca la placca australiana tra le principali e la placca indiana tra le minori. Insieme coprirebbero circa 58,4 milioni di km², vicino ai valori della placca africana e di quella antartica.
La stessa logica vale altrove. Unendo la placca africana e la placca somala del PB2002 si otterrebbe una placca africana di circa 77,6 milioni di km². Altri modelli globali usano totali diversi, come MORVEL con 25 placche, e nessuno di questi numeri è sbagliato: riflettono scelte diverse su dove tracciare le linee.
Sfoglia tutte le 52 placche, con superfici, placche confinanti e velocità, nell’elenco delle placche, oppure guarda dove si incontrano nella pagina sui margini di placca.