Dove si trova e cosa porta
La placca nordamericana copre circa 55,4 milioni di chilometri quadrati, pari al 10,9% della superficie terrestre. Comprende l’intero Canada e la Groenlandia, quasi tutti gli Stati Uniti (98,9%), gran parte del Messico (92,7%) e di Cuba, e circa il 10% della Russia nell’estremo oriente siberiano. Include inoltre la metà occidentale del fondale del Nord Atlantico e parte del Mar Glaciale Artico.
La placca è un insieme di antica crosta continentale e crosta oceanica più giovane. Il suo nucleo è lo scudo canadese, roccia antichissima rimasta stabile per miliardi di anni. Attorno a questo nucleo si trovano catene montuose più giovani: gli Appalachi a est, nati dalle collisioni che assemblarono la Pangea, e le Montagne Rocciose e le altre catene della Cordigliera occidentale.
Cosa succede ai suoi margini
Il confine più lungo, di 10.767 km, è quello con la placca euroasiatica. Segue la dorsale medio-atlantica verso nord fino all’Islanda e prosegue nell’Artico come dorsale di Gakkel, una delle dorsali in espansione più lente della Terra. La velocità relativa media qui è di circa 1,5 cm/anno. Più a sud, la placca si allontana dalla placca africana a circa 2,3 cm/anno, e il suo confine con la placca sudamericana è appena attivo, a circa 0,15 cm/anno.
Il margine occidentale incontra la placca pacifica per 8341 km a circa 5,6 cm/anno. In California è la faglia trasforme di Sant’Andrea; al largo della Columbia Britannica e dell’Alaska sud-orientale, la faglia della Regina Carlotta; e dall’Alaska meridionale verso ovest lungo le isole Aleutine, la fossa delle Aleutine, dove il fondale pacifico va in subduzione. Tra di esse, la placca di Juan de Fuca sprofonda sotto il Nord-ovest Pacifico nella zona di subduzione della Cascadia a circa 4 cm/anno.
A sud, la placca di Cocos va in subduzione sotto il Messico e il Guatemala nella fossa centroamericana a circa 6,2 cm/anno, e la piccola placca di Rivera fa lo stesso al largo dello stato di Jalisco a circa 2 cm/anno. La placca caraibica scorre verso est accanto al Nord America a circa 1,7 cm/anno lungo faglie trasformi che attraversano il Guatemala, la fossa delle Cayman e la fossa di Porto Rico. Nell’Asia nord-orientale, il confine con la placca di Okhotsk si muove a soli 0,3 cm/anno circa.
Terremoti
Il dataset elenca 462 terremoti di magnitudo pari o superiore a 6,5 sulla placca dal 1900, 13 dei quali di magnitudo 8 o più. Quasi tutti i più forti hanno colpito l’Alaska, dove il fondale pacifico va in subduzione sotto la placca. Il terremoto del Prince William Sound del 1964 (M9.2) è il più forte mai registrato in Nord America. Tra gli altri figurano il terremoto delle isole Rat del 1965 (M8.7), quelli dell’isola di Unimak del 1946 e di Atka del 1957 (entrambi M8.6) e il terremoto di Chignik del 2021 (M8.2). In Messico, il terremoto di Tehuantepec del 2017 ha raggiunto M8.2. La zona di subduzione della Cascadia non ha avuto grandi terremoti nell’era strumentale, ma prove geologiche e storiche mostrano che uno colpì nel gennaio 1700.
Vulcani e punti caldi
La placca ospita 200 vulcani nel dataset. La subduzione alimenta l’arco delle Aleutine (Shishaldin, Great Sitkin), la catena delle Cascate (il monte Sant’Elena, che eruttò nel 1980, e il monte Rainier) e i vulcani del Messico e del Guatemala, tra cui il Popocatépetl, il Fuego e il Santa María. In Islanda, la penisola di Reykjanes ha eruttato più volte dal 2021 mentre le placche si allontanano. All’interno della placca, la caldera di Yellowstone si trova sopra un punto caldo del mantello la cui traccia attraversa la pianura dello Snake River.